Home/Manga, Recensione/Il cane che guarda le stelle

IL CANE CHE GUARDA LE STELLE

Il cane che guarda le stelle foto 1
Il cane che guarda le stelle foto 2

GENERE: Drammatico, Sentimentale

VOLUMI: 2

TARGET: Seinen

Il cane che guarda le stelle, dal titolo originale Hoshi Mamoru Inu, è un manga ideato e disegnato da Takashi Murakami nel 2008 e pubblicato in Italia dalla J-Pop.

Happy icona

Happy

I cani ci amano in modo sincero da farci quasi sentire in colpa

Il legame tenerissimo fra un cane ed il suo padrone, è la base su cui si fonda questo splendido racconto di 168 pagine di pura dolcezza che sapranno trascinarvi in un vortice di emozioni!

Il cane che guarda le stelle è caratterizzato da due archi narrativi differenti con il primo che inizia con il finale dell’intera storia.

1. Nel dettaglio il primo capitolo si apre con uno scenario insolito come partenza di un racconto…la polizia che tenta di indagare sulla morte di un uomo e del suo cane rinvenuti in una macchina parcheggiata in un campo di girasoli. Accertamenti vari confermeranno che l’uomo, Yoshio Maeda, è morto un anno prima del cane che invece risulta essere scomparso solo da qualche mese. Ma chi sono questi personaggi? E perché si trovano in macchina in un campo sperduto? Ecco qui che inizia un lungo flashback che racconta al lettore ciò che è successo!

I protagonisti descritti sono Happy, un cagnolino bianco che sembra appartenere alla razza Shiba-Inu ed il suo padrone che verrà chiamato per tutto l’arco narrativo “Papà”, durante il loro viaggio on the road per il Giappone. Happy è sia narratore che protagonista della storia e ci descrive e racconta in modo semplice e piacevole, come ha conosciuto la sua famiglia e quali sono i ricordi che ha costruito insieme a loro. Adottato qualche anno prima da una classica ed assolutamente ordinaria famiglia, ciò che decisamente Happy amava più di tutto era fare delle lunghe passeggiate insieme a Papà ed essere coccolato da sua figlia e sua moglie che lo hanno sempre circondato dal principio, di attenzioni e cure.

Ma il passare del tempo e lo scorrere inesorabile della vita con i suoi mille eventi, porterà Happy ad assistere impotente all’inevitabile fallimento di quella sua famiglia così perfetta, segnato dal momento in cui il suo amato Papà verrà lasciato dalla moglie e abbandonato anche dalla figlia.

Una volta soli, i due decidono di iniziare a girovagare in macchina alla ricerca della felicità e di nuovi ricordi da poter creare insieme nella speranza di riuscire a lasciarsi indietro ciò che era accaduto… o per lo meno era questo che Happy pensava! Durante quest’avventura fatta di risate, confidenze e dolcezza, seguiranno infatti anche giorni duri e momenti così difficili in cui riuscire a sopravvivere (letteralmente) sarà l’unica cosa a cui pensare!

2. Il secondo arco narrativo invece, anche se inizialmente non sembra essere collegato alla storia precedente, ci introduce la figura di Okutsu, un assistente sociale incaricato di indagare sulla morte di un uomo ed il suo cane, rinvenuta in una macchina in un campo di girasoli. Si tratta quindi di un racconto che avviene temporalmente dopo quello iniziale ma collegato ad esso.

Anche qui, Okutsu ripercorre il suo passato e accoglie il lettore nei suoi ricordi che rivive, anche qui, il lungo flashback della sua infanzia. In più occasioni l’uomo richiama alla mente i momenti che ha trascorso nella sua tenera età, evidenziando il senso di colpa per non aver ricambiato allo stesso modo, l’amore e la fiducia che il suo cane nutriva per lui.

Quando tutto sembra che sia ormai concluso, Murakami sconvolge il lettore con un colpo di scena e spiega il perché del titolo “il cane che guarda le stelle”.

Esistono soltanto due volumi del Cane che guarda le stelle. Un primo con in copertina il cucciolo in un campo di girasoli ed un secondo intitolato Il Cane che guarda le stelle-Racconti, che porta disegnato sempre il solito cagnolino in un campo di fiori di ciliegio. Scritto a distanza di anni, questo secondo volume affronta tematiche differenti dal primo ma pur sempre malinconiche, come la solitudine e l’abbandono.

Per quanto riguarda i disegni anche se sono molto semplici e a volte quasi abbozzati, non mi hanno per nulla disturbata. Anzi! Ho apprezzato lo stile ed il tratto dei personaggi che ho trovato in armonia con i dialoghi (anche loro molto semplici ma ad effetto) e la tematica scelta.

Anche se la storia inizia con un incipit alquanto infantile mano a mano che l’avventura continua, quest’ultima prende una piega decisamente più “cruda” (se vogliamo), creando nel complesso un’opera dai toni dolceamari.

Se dovessi scegliere infatti una parola per descrivere Il cane che guarda le stelle, probabilmente opterei per dolceamaro. Se da un lato abbiamo la spensieratezza dei cuccioli così teneri e coccolosi, dall’altro la vita che scorre con i suoi mille imprevisti e difetti spinge sempre il lettore a tornare con i piedi per terra. È un’opera che, almeno per me, ha commosso e toccato particolarmente. Non si tratta di “se non hai un cane non puoi capire” perché non è tanto questo che traspare dall’opera quanto l’amore spropositato che può unire due personaggi così diversi. Un legame indissolubile che non conosce tempo o spazio ed estremamente toccante. Anche se non posso negare però che per me che ho un cane, quest’opera ha emozionato il doppio!

Accoglienza: Un successo in patria, con oltre 400.000 copie vendute ed una trasposizione cinematografica in porgramma. Arrivato negli Stati Uniti sull’onda di Hachiko, ha ricevuto ottime recensioni dalla stampa di settore (Publisher’s Weekly) ed è stato inserito nella lista dei dieci migliori manga pubblicati nel 2011 dal sito di riferimento “Comics Worth Reading”.

Ecco qualche scena presa direttamente dal manga 🙂

Copertine

Votazione finale

TRAMA 90%
MANGA 90%

Voto ⭐⭐⭐⭐ / ⭐⭐⭐⭐⭐