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I FIGLI DEL MARE

GENERE: Avventura, Fantasy

TARGET: Shonen

DISPONIBILE SU: Amazon Prime Video

I figli del mare o Children of the sea (海獣の子供 Kaijū no kodomo) è un film d’animazione del 2019 diretto da Ayumu Watanabe, tratto dall’omonimo manga di Daisuke Igarashi.

Ruka

Umi

Sora

Degli astri e di tutte le stelle, il mare è un’entità generatrice

Protagonista della storia è Ruka, una studentessa della scuola media con un un caratterino abbastanza difficile. Figlia unica di genitori divorziati, vive insieme alla madre alcolizzata che totalmente incurante della sua presenza o meno, passa le sue giornate tra birre e solitudine. Al contrario, il padre è una figura più importante e conosciuta in città, in quanto direttore di un acquario molto famoso, dove Ruka trascorreva gran parte delle sue giornate quando era più piccola. Di questo posto infatti, ricorda con gioia le grandi vasche blu, l’inconfondibile odore dell’ambiente marino e qualsiasi suono emesso da ciascun animale. Nonostante la lontananza dal mondo marino a causa della separazione dei suoi genitori, Ruka non ha mai smesso di interessarsi a quel suo piccolo angolo di paradiso. Un giorno, proprio lì nell’acquario del padre, si imbatte in Umi (che significa Mare), un bambino di origine straniera ritrovato dai ricercatori oceanografi durante un’escursione al largo e che pare essere stato, per tutta la sua infanzia, allevato da un gruppo di dugonghi (che per intenderci è una specie marina imparentata con i lamantini). Assieme a lui, viene ritrovato anche suo fratello Sora (che significa Cielo), di aspetto e carattere completamente opposto, che però non sembra di godere di ottima salute. Medici e ricercatori infatti, si servono di Umi ma soprattutto di Sora che è il più cagionevole, per studiare a livello fisiologico come il loro corpo si sia adeguato e modificato per sopravvivere ad una vita nel mondo marino. Non a caso, molto spesso entrambi hanno necessità di bagnare la loro pelle per evitare brutte scottature ed eritemi solari, comportandosi come se fossero dei veri e propri pesci. Ruka dunque, appassionata da questo loro passato e affezionata in modo particolare ad Umi, diventa subito loro amica dando inizio così ad un’avventura dai toni misteriosi e soprannaturali.

Scritto e disegnato da Daisuke Igarashi, Children of the sea (dal titolo originale Kaijuu no Kodomo), è stato pubblicato nel 2005 e conta cinque tankōbon totali. In Italia viene distribuito dalla Panini Comics.

Si tratta di un’opera decisamente complessa. Se all’inizio il film appare con una trama curiosa e piatta dalla seconda metà in poi, è un totale exploit di misticismo e puro surrealismo. In che senso?

Nel senso che se nella prima metà lo spettatore si abitua ad una normale quotidianità di una studentessa che ha problemi in famiglia, da metà in poi dovrà totalmente arrendersi all’irrazionalità e sforzarsi di continuare la visione con la sola forza di intuizione. Un’opera complessa, che non suggerisco a tutti, carica anche di una componente ambientalista importante.

Il tratto dei disegni ed i colori scelti insieme alle animazioni sono, almeno per me, un estremo punto a favore. Sono rimasta totalmente catturata, soprattutto nelle scene finali, dall’espressività dei personaggi e dalle ambientazioni scelte in cui le scene dei fondali marini ricchi di specie di pesci diversi e colori meravigliosi fanno spazio ad una realtà che trascende la concezione di spazio e tempo. Un vero e proprio universo di sensazioni che confondono lo spettatore, che fa fatica a stare al passo di ciò che accade. Il finale infatti, totalmente aperto e carico di una morale che forse non viene spiegata del tutto, mi ha lasciato un senso di amarezza e (quasi) di incompletezza. Un film che tratta temi impegnativi ma che riesce ad incastrare perfettamente realismo e surrealismo in una trasposizione poetica mai vista prima.

Lo consiglio a chi ama i film con finali aperti e che fanno riflettere, senza che sia spiegato sempre tutto o che necessariamente sia logico. Nonostante qualche buco di trama e personaggi che appaiono e poi non fanno sempre ritorno, consiglio comunque di guardarlo almeno una volta, anche solo per gustare lentamente il magnifico compartimento animato e le splendide scale di colori cromatici .

L’intera squadra che ha realizzato I figli del mare è di notevole spessore nel mondo della cinematografia aniamata. Si tratta di un film d’animazione diretto da Ayumu Watanabe insieme a Kenichi Konishi, direttore del character designer di Tokyo Godfathers e la Storia della Principessa Splendente mentre Joe Hisaishi, storico collaboratore dello Studio Ghibli, ha composto le musiche del film.

Ecco qui qualche scena dell’anime! Che ne dite? Vi piacciono i disegni?

Copertine

Votazione finale

TRAMA 75%
ANIME 90%

Voto ⭐⭐⭐/ ⭐⭐⭐⭐⭐