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HAIBANE RENMEI

GENERE: Fantasy, Mistero

EPISODI: 13

TARGET: Seinen

DISPONIBILE SU: Streaming Online

Haibane renmei (灰羽連盟, Charcoal Feathers Federation), è un anime di 13 episodi annunciato nel 2002. La licenza per l’Italia dell’anime era stata acquisita dalla Shin Vision, ma il fallimento dell’azienda ha impedito ad oggi la sua pubblicazione in lingua ufficiale italiana.

Rakka

Rakka

Reki

Una ragazza in volo che sta precipitando in picchiata su una città sottostante e circondata da corvi che tentano di impedirne la caduta… Ecco la primissima scena di Haibane Renmei.

Si è schiantata al suolo? no, era un sogno. Il sogno è di Rakka, la protagonista di questa misteriosa storia che si trova in realtà in quello che viene definito dagli Haibane come bozzolo, in attesa della rottura. Ma un momento.. Chi sono gli haibane?

Gli Haibane sono creature dalle sembianze umane, anche se del tutto umane non sono, in quanto possiedono delle piccole ali (ne bianche ne nere) ed un’aureola. Insomma, un aspetto molto somigliante all’immaginario collettivo della figura angelica. Anche Rakka, una volta uscita dal suo bozzolo diventerà parte di questa comunità diventando anche lei un Haibane e dimentica per sempre tutto ciò che riguarda la sua vita precedente.

La vita per gli Haibane scorre apparentemente tranquilla tra le mura di Old Home, la loro piccola realtà circondata da mura invalicabili e che nessuno può oltrepassare ne toccare (pena la morte) ad eccezione degli uccelli che volano. Rakka per tutta la sua permanenza qui ad Old Home, sarà seguita e accudita dai suoi compagni e soprattutto da Reki, una ragazza più grande di lei e Haibane da più tempo che immediatamente la prende sotto la sua ala protettiva. È interessante notare anche come ciascun personaggio prenda il proprio nome dall’ultimo sogno che fa prima che il suo bozzolo si schiuda e nasca come haibane. Rakka non a caso vuol dire letteralmente “caduta” mentre Reki, il cui ultimo sogno è quello di essere circondata da pietre significa “piccole pietre”. Nulla è lasciato dunque al caso.

Anche se la vita sembra scorrere serena ad Old Home insieme agli umani che pacificamente popolano come loro questa città, il cosiddetto Giorno del volo incombe costantemente su ciascuno di loro. Si tratta di un evento sacro, nel quale ogni Haibane dovrà andare incontro prima o poi se non vuole rimanere isolato da tutto e da tutti in una sorta di limbo infinito.

Haibane Renmei narra di un viaggio nella conoscenza di se stessi, attraverso l’accettazione della propria persona e delle proprie paure, che Rakka deve necessariamente affrontare per arrivare a comprendere il motivo della sua rinascita come Haibane.

Non esiste un manga vero e proprio. Haibane Renmei, dal titolo inglese Charcoal Feather Federation/The Haibane of the Old Home, è infatti una dōjinshi ovvero una rivista giapponese pubblicata in proprio con questa storia scritta ed illustrata da Yoshitoshi Abe. Dalla prima pubblicazione poi, nel 2001, è tratta l’omonima serie animata.

Mi rimane davvero difficile tentare di parlare di Haibane Renmei, soprattuto dopo aver letto le numerosissime recensioni ultra positive che esistono online a tal proposito. Non mi piace andare controcorrente, ne essere la guastafeste della situazione ma, almeno per me, per i tanti punti a favore di quest’opera ne esistono quasi il doppio a sfavore. Mi spiego meglio.

Partendo dal presupposto che Haibane Renmei è un’opera del 2002, non si può far altro che notare un’incredibile tecnica sia nell’animazione che nei disegni che appaiono realmente ben fatti e dettagliati, insieme ad una trama decisamente ricca di una simbologia tale da renderlo un anime non per tutti. La lentezza ed il ritmo per niente incalzante però, che accompagnano gli episodi (soprattuto i primi 5/6) non aiutano per nulla. Troviamo infatti molti dettagli che sì sono preziosi ma non così necessari da doverci spendere intere scene oppure diverse puntate che si soffermano su situazioni banali di vita quotidiana più e più volte. Su tredici episodi, posso dire di averne apprezzati soltanto tre o quattro e questo mi dispiace particolarmente. Sicuramente un ottimo prodotto dato l’anno e la morale che vuole essere affrontata dall’autore, ma che probabilmente avrei preferito fosse in un altro formato…magari un lungometraggio che avrei apprezzato di più! Credo che se dovessi descrivere quest’anime con un solo aggettivo, direi malinconico perché un percepibile senso di malinconia e tristezza mi hanno accompagnata durante tutta la visione. Per questo motivo mi sento di consigliare quest’anime solo a chi, forse più di me, possiede una sensibilità tale da apprezzarne a pieno la bellezza e intimità che ha da offrire, senza soffermarsi sul ritmo lento della storia. L’opera nel suo complesso risulta caratterizzata da un tono sì malinconico ma allo stesso tempo estremamente poetico grazie alle meravigliose colonne sonori e musiche di opening ed ending.

Tirando le somme dunque, a malincuore, mi sento di dare a quest’opera come giudizio personale una banale sufficienza in quanto anche se da un lato l’anime è pensato per incuriosire ed informare lo spettatore a spizzichi e bocconi con una storia che mano a mano prende forma, dall’altro gli evidenti buchi di trama e mancati approfondimenti ne penalizzano la visione (almeno a mio avviso).

Come lo stesso autore ha dichiarato, l’opera è stata largamente ispirata dal libro La fine del mondo e il paese delle meraviglie di Haruki Murakami. Gli innumerevoli temi e figure simboliche che accompagnano l’anime sono infatti tratti dal libro, come la città dalle mura invalicabili oppure la perdita di memoria del protagonista sulla sua vita precedente.

Vi lascio con qualche scena dell’anime!

Votazione finale

TRAMA 65%
ANIME 60%

Voto ⭐⭐⭐/ ⭐⭐⭐⭐⭐